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venerdì 22 giugno 2012

Da Vecchia Stamperia a Loft

Una vecchia stamperia è stata affidata allo studio Kavac che lo ha trasformato in un loft diafano, dove non esistono porte e la fluidità degli spazi è totale. i cinque metri del soffitto ha permesso l'aggiunta di due piani: nel piano mediano c'è lo studio e l'angolo gioco dei bimbi, nel secondo è alloggiata la zona notte.

L'ingresso è dominato da una stampa XXL di un mappamondo, acquistata dal negozio online del National Geographic (www.shop.nationalgeographic.com).


Molto design nella zona giorno: sofá di Le Corbusier, panca in legno Ripples, prodotta da Horm e disegnata da Toyo Ito, lampada Arco di Castiglioni, poltrona Barcelona nella versione in pelle di mucca. Lampada vintage.


La calda luce proveniente dal giardino illumina l'ingresso, arredato con una classica cassettiera. Poltrona Barcelona di Mies Van der Rohe. Lampada da terra Ikea.


Davanti all'ampia libreria Ikea, la zona pranzo, composta da un tavolo bianco prodotto su disegno della proprietaria. Sedie in vimini Ikea, lampada Arco di Castiglioni.


Gli anni '60 aleggiano in ogni stanza: oltre agli arredi di design, una carta da parati che richiama i disegni dell'epoca e un mobile vintage anni '30 acquistato e recuperato dalla proprietaria. Originale la scaffalatura Elipsis.


La cucina con isola...


Si scorge il piano mediano dove è stato ricavato lo studio e una zona giochi per i bimbi, che comunica con la zona giorno a cui si accede dalla scala accanto alla zona pranzo: in questo modo i bimbi sono costantemente vigilati dagli adulti...


Dalla scala in legno del corridoio si accede al secondo piano. Nella camera padronale letto e comodini d'epoca; per allegerire l'ambiente una parete è stata decorata con carta da parati modello Galaxia di Sophie Leblanc. Lampada Tolomeo di Artemide.


Nel bagno di servizio della camera padronale convivono il legno delle travi rimesse a nuovo, mattoni originali lasciati a nudo e la pietra utilizzata per pavimento e rivestimenti. Rubinetti a parete e lavabo Duravit di fattura contemporanea.
Credits
ciao, a presto,
Marta

martedì 27 marzo 2012

Love at the First Sight: Ludwig Mies van der Rohe

Oggi è il 126° anniversario della nascita di un gigante dell'architettura e del design moderno. Sono particolarmente affezionata ad alcune sue opere perché sono legate ad uno dei più bei viaggi della mia gioventù a Barcellona, con 2 amiche storiche, i cui ricordi mi rimaranno per sempre impressi.


Ludwig Mies van der Rohe è stato un architetto e designer tedesco. Viene ricordato - assieme a Le Corbusier, Walter Gropius, Frank Lloyd Wright e Alvar Aalto - come maestro del Movimento Moderno. Parlare di lui vuol dire attraversare la storia del Movimento Moderno. Suoi sono il motto "Less is More" (il meno è più) e "God is in details" (Dio è nei dettagli).

Grazie all’apprendistato con Bruno Paul è tra i primi a capire l’importanza dell’arredo nello sviluppo del vivere contemporaneo: siamo nel 1910 i mobili erano ancora costruiti quasi esclusivamente a mano e su ordinazione del committente. In quegli anni in Europa si sviluppano anche altri studi, collegati alle arti applicate, per poter costruire arredi in modo “industriale”, utilizzando materiali nuovi e modulabili, per creare pezzi in serie più accessibili alle masse e introdurre un nuovo tipo di arredo, più funzionale e più adatto all’esigenza delle classi borghesi e alla struttura delle case e degli appartamenti che, contemporaneamente, in quegli anni, stavano sorgendo nelle città. Sono di questi anni i primissimi prototipi dell’arredo moderno.

Nel 1908 lavora nello studio di Beherens e conosce Le Corbusier e Gropius. Nel 1912 viene in contatto con Berlage, che lo introduce nel gruppo d’avanguardia De Stijl. Nel 1918 insieme a Taut, Gropius, Mendelsohn entra nel "Novembergruppe", di cui dirige la sezione architettonica. Inizia ad indagare le potenzialità dei nuovi materiali: vetro e acciaio.

L’apice espressivo di quel periodo è rappresentato dal Padiglione Tedesco per l'Expo di Barcellona del 1929. Pensato come opera provvisoria, è diventato il paradigma delle mutazioni che hanno attraversato la storia dell'architettura moderna. Ricostruito  fra il 1983 e il 1989, studiato, imitato, è stato fonte di ispirazione per generazioni di designer.



Ed i suoi arredi ancora oggi sono senza tempo. Prototipi di disegno industriale sono ancora oggi in produzione. La serie di arredi Barcelona (di cui ho parlato in un precedente post), la MR. Chair, la Tugendhat chair 254, MR chaise longue, Barcelona Couch, veri e propri pezzi cult, continuano ad essere prodotti da Knoll International con grande successo.



Nell’agosto del 1930 diviene direttore del Bauhaus, ma l’avvento del nazismo osteggia ogni movimento non aderente al programma di Hitler. Alla fine la scuola venne chiusa e Mies, amareggiato, si trasferisce a Chicago, dove la sua fama è già molto nota. A Chicago dirige dal 1938 al 1958 la sezione di architettura dell'Armour Institute (poi IIT), le cui sedi vengono da lui riprogettate e ricostruite.

Nel 1947 una grande mostra al MOMA di New York consacra definitivamente la sua fama. Tra le numerose opere del periodo americano, che hanno fortemente influenzato tutto il Novecento: la immateriale Casa Farnsworth a Plan nell’Illinois, le torri ad appartamenti Lake Shore Drive di Chicago, il "Seagram Building" di New York.


Nel 1962, ormai anziano e malato, è incaricato di realizzare il museo di arte contemporanea a Berlino. La Neue Nationalgalerie è l'opera più grandiosa e tragica di Mies: un'aula quadrata di quasi sessantacinque metri di lato con un tetto che poggia solo su otto pilastri in acciaio. L'ultimo edificio realizzato da Mies van der Rohe ne consacra la figura ad un'architettura classica senza tempo, paragonabile a quella dei templi greci.




Nel 1963 ha ricevuto la Medaglia presidenziale della libertà dal Presidente Kennedy.
Morì il 17 agosto 1969. Dopo la cremazione, le sue ceneri furono sepolte vicino a Chicago, come altri architetti nel Graceland Cemetery. La sua tomba è composta da una semplice lastra di granito nero e un albero di spino di Giuda.

Per saperne di più: http://www.miessociety.org/

ciao, a presto,
Marta

mercoledì 14 marzo 2012

Oggetto del Desiderio nr 12: Barcelona Chair

Famosissima e oramai un classico elemento di arredo ed una icona di stile, la sedia Barcelona insieme allo sgabello,  vennero disegnati da Ludwig Mies van der Rohe, nel 1929 in occasione della realizzazione del padiglione tedesco per l'Esposizione universale di Barcellona (anch’esso di Mies van der Rohe) che ho visitato moltissimi anni fa e che ha lasciato una traccia indelebile dentro di me.


La poltrona Barcellona è un pezzo imprescindibile del modern classic design ed è un perfetto esempio dello stile minimalista di Van der Rohe, che, in questo caso, è arricchito da elementi di ‘regale oplulenza’. Un’icona della modernità, la sedia di design era ispirata alle sedie pieghevoli dei tempi antichi, note come sella curule, sgabelli utilizzati dall’aristocrazia romana.

Ludwig Mies van de Rohe aveva disegnato la sedia per essere usata, durante l’inaugurazione del Padiglione,  al fine di servire come posti a sedere, per il re e la regina di Spagna, mentre lo sgabello era destinato ad accogliere i loro assistenti.

Le parti del telaio vennero inizialmente progettate per essere imbullonate tra loro, ma questo è stato poi ridisegnato nel 1950, usando l’acciaio inossidabile, che ha permesso che la struttura fosse costituita da un pezzo senza saldatura di metalli, dandole un aspetto più liscio.

Nella versione originale per i cuscini vennero usate pelli di cinghiale poi sostituite da pelli bovine di Spinneybeck e sono sostenuti da cinghie di cuoio tinte per abbinarsi al colore della sedia.  I singoli pannelli di pelle sono tagliati e trapuntati a mano. La stessa tecnologia la ritroviamo anche nello sgabello. Oggi, come allora, si producono le Barcelona secondo le rigide regole dettate dal loro disegnatore.



 

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ciao, a presto,
Marta
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