Oggi volevo accogliere la richiesta di Silvia, una ragazza davvero fantastica e blogger di
Mathilda Stillday (se potete dateci un'occhiata, troverete senz'altro argomenti interessantissimi). Silvia mi ha chiesto un giorno di raccontare della celeberrima Ball Chair di
Eero Aarnio. Di lui avevo già celebrato l'altra sua creatura, figlia della Ball Chair, ovvero la
Bubble Chair.
Eero Aarnio è stato sicuramente tra più importanti e significativi pionieri nell'introduzione dei materiali plastici, che segnò l’inizio di una nuova epoca e di nuove possibilità nella produzione del design. Laureato all’istituto di Arti Industriali di Helsinki nel 1957, dopo aver lavorato alcuni anni alla Asko Company, nel 1962 apre il suo studio e l’anno seguente raccoglie subito un enorme successo con la Ball Chair, una creazione che ancora oggi ha un valore iconico per il design degli anni 60 e che segnò, con la sua realizzazione, la maggiore libertà che acquistavano i disegnatori con l’uso dei nuovi materiali.
Il senso della Ball è una sorta di “stanza in una stanza” che offre un’atmosfera accogliente e riposante, al riparo dai rumori esterni; in pratica, uno spazio privato per rilassarsi, leggere o parlare al telefono. Il fatto di poter ruotare sul proprio asse, offre a chi si siede la possibilità di guardarsi intorno, evitando di essere completamente escluso dal mondo esterno.
Catherine Schell nella Ball Chair nel fanta-film "Luna Zero Due" del 1969.
La meraviglia della Ball Chair è che è perfetta in ogni ambiente e stile, guardare per credere...
ciao, a presto
Marta