Le origini di questa celeberrima poltrona di design sono lontane: c'era una volta la Tripolina, sedia da campo pieghevole con seduta in tessuto usata dagli ufficiali inglesi dell’800 in epoca vittoriana.
Nel 1938 un trio di architetti argentini di Buenos Aires chiamato "Grupo Austral", Antonio Bonnet, Jorge Ferari-Hardoy e Juan Kurchan, disegnarono la Butterfly Chair (chiamata anche BKF) utilizzando, al posto del legno, il tubolare d'acciaio che in quel periodo era il materiale più usato dai Modernisti.
Il tubolare d'acciaio era stato perfezionato nel 1860 da una tecnica di lavorazione messa a punto dai fratelli tedeschi Mannesmann. Presentato all’Esposizione universale di Chicago del 1893, ha caratterizzato molta parte della produzione modernista e il lavoro di progettisti come Marcel Breuer,
Mies van de Rohe, Le Corbusier, Alvar Aalto.
Nel luglio 1940 la sedie fu esposta al 3° Salon de Artistas Decoradores, dove fu scoperta dal Museum of Modern Art. Su richiesta del direttore del MoMa, Kaufmann, Hardoy inviò 3 copie di questa poltrona a New York: una è attualmente lì, una è a Fallingwater nella villa Frank Lloyd Wright mentre l'ultima non è più stata trovata.
La Knoll International riconobbe il potenziale in termini di futura popolarità e di vendita e nel 1947 la inserì nel proprio catalogo, ma non riuscì, all'epoca, ad ottenere il copyright e questa sedia venne copiata e riprodotta da differenti aziende in una miriade di versioni e materiali.
La BKF è davvero una sedia comoda e versatile, e ama ogni stile di arredamento, date un'occhiata! :-)