lunedì 5 marzo 2012

Armonico Mix tra Vintage e Design

Design di ieri e di oggi combinati con pareti bianche con strategici tocchi di colore: una formula magistrale per creare uno stile unico.
E pensare che la prima volta che la designer Annick Petersen e suo marito visitarono questi ambienti, che sarebbero poi diventati la loro casa, li trovarono assolutamente deprimenti, forse anche perché il cielo era plumbeo. La seconda volta che la videro, tre mesi più tardi, il cielo era limpido e il sole splendeva ed essi riuscirono a vederla per il suo alto potenziale: era comunque necessario un cambiamento radicale, anche della pianta originaria, per adattarla alle loro esigenze.

Innanzitutto hanno allargato l’ingresso all’inizio delle scale, eliminato la parete che separava la zona pranzo con l’ingresso e convertito la stanza in un grande sala con due ambienti: l’obiettivo era guadagnare il più ampio spazio, diafano, perché la luce naturale potesse invadere ogni angolo, e spazzare via la prima impressione che i proprietari avevano avuto della casa. Hanno avvicinato la cucina a ridosso del giardino ampliando il foro della porta finestra in modo che tutta la parete di separazione sia solamente in vetro, per una sensazione di continuità con l’esterno.

Il living ha uno stile fresco e familiare ma al tempo stesso sofisticato, grazie al sapiente uso del bianco e di tocchi di colore: azzurro mare, grigio, arancio, fragola, prugna e anche nero. I mobili sono una miscellanea di pezzi disegnati dalla stessa Annick Petersen e di oggetti familiari con valore sentimentale, come la Bubble Chair di Eero Aarnio, regalo del marito, di design come la celeberrima lampada Arco di Castiglioni, e arredi classici come la sedia restaurata e rivestita di azzurro nel living o la cassapanca dei nonni che separa la cucina dalla zona pranzo. Incantano i chandelier di Murano, acquistati durante un viaggio a Venezia, che decorano il salone, ma anche le camere e i bagni. Tappeto Ikea, sofà Habitat.


Sofá modello Charles di B&B Italia, cucina, tavolo e tappeti disegnati su misura dallo studio Alp di Annick Petersen, lampada Arco, sulla parete del sofá  murale Algue di Vitra.



Nella zona pranzo sedie di design modello Catifa di Arper si combinano con il tavolo di legno, acquistato in un mercatino, grazie al bianco circostante che riesce ad armonizzare i diversi stili. Stupisce l’abbinamento con il lampadario di cristallo e tessuto, simile a quello di Dresslight.  Deliziosa la nicchia dove appoggiare quadri e foto di famiglia.


Anche in cucina il nuovo di fonde con il vintage: la cucina Abstrakt  di Ikea con cappa di Elica, con il cassettone dei nonni, restaurato e dipinto, utilissimo come contenitore di stoviglie e tovaglie e i candelabri acquistati nei mercatini dell’antiquariato.



La padrona adora le nicchie (come darle torto!) e anche in cucina ne ha ricavato uno spazio adatto a contenere  le porcellane preziose.


Foto di famiglia e altre immagini incorniciate in colori e forme diverse danno calore alla zona dell’ingresso.


Lo studio della proprietaria, arredatrice e designer gira attorno al grande tavolo da lavoro ottenuto con due tavole appoggiate a cassapanche; sgabello di Habitat, sedie Jules di Ikea. Belle le librerie fino al soffitto e quella bassa lunga tutta la parete, ideali per archiviare e tenere tutto in ordine, sempre con stile. Grandi piante donano un tono fresco al tutto, mentre il grande chandalier a gocce attira lo sguardo e strizza l'occhio con un po' di brio.


La carta da parati floreali (di simile se ne trova da Laura Ashley) crea un allure vintage nella camera dei bambini assieme al letto in ferro battuto e al comodino classico. Sedia sospesa di PS Svinga, tappeti di Ikea.Chandalier di Tigermoth Lighting.


Stile vintage anche in bagno: al posto delle piastrelle, nella zona lavabo c'è una lastra di cristallo azzurro.

Bianco e oro in camera da letto: il bianco delle pareti e dell’armadio a tutta altezza riesce ad armonizzare le cassettiere da archivio industriali, usati come comodini, con le applique a due braccia dorate e classiche, abbinate alla trapunta e con il lampadario a gocce di Murano.
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Ciao, a presto,
Marta

venerdì 2 marzo 2012

Ines de la Fressange at Home

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Oggi descrivo una delle case (beata lei) di Ines de la Frassange, che in ogni decennio è stata nel posto giusto al momento giusto (beata lei): Ines è figlia del marchese André de Seignard de la Fressange e della modella argentina Cecilia Sánchez Cirez mentre la nonna paterna di Inès, Madame Simone Jacquinot, era l'erede della grande banca Lazard.

Nei ruggenti anni '80 è stata modella, musa di icona Karl Lagerfeld per Chanel col quale ha rotto la collaborazione 9 anni più tardi per la decisione di prestare la sua immagine per la rappresentazione della Marianne.

Dagli anni '90 è stata ed è stilista, imprenditrice, scrittice, trendsetter, musa di bellezza per l'Oreal, collabora come designer e consulente per Jean-Paul Gaultier ed è stata voluta da Diego Della Valle come ambasciatrice per Roger Vivier.


Ines de la Frassange è una di quelle donne che non passano mai di moda, che in ogni tocco, evento, collaborazione riesce a evidenziare la sua personalità e il suo impeccabile gusto, una vera icon dello stile!

In un pittoresco angolo della Provenza, luogo da lei sempre amato sin dall'infanzia, ha scovato questa villetta, per i weekend con la famiglia ed amici, che ha arredato in collaborazione con Marcelo Joulia, architetto argentino naturalizzato a Parigi.

Lo stile è volutamente industrial­-chic, "take it easy" che dia l'idea di spazi dove accomodarsi in libertà e rilassatezza, con divani ampi come letti in quasi tutte le stanze, per potersi riposare senza dover andare per forza in camera da letto al piano di sopra.

 
 
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ciao, a presto
Marta

giovedì 1 marzo 2012

Oggetto del Desiderio Nr 10: Atollo

L'Atollo, da molti anni ormai, non è più una lampada o meglio non è solo una lampada. È un mito, è un'icona: uno dei simboli più accettati nel mondo del design, uno dei pochissimi prodotti che tutti riconoscono e chiamano per nome. Tuttora prodotta da Oluce, azienda fondata nel 1945 da Giuseppe Ostuni,  Atollo, creata nel 1977, è la lampada più famosa di Magistretti, quella che meglio riassume il suo atteggiamento progettuale verso questo tipo di oggetto. Nel 1979 vince il Compasso d'Oro e da allora entra anche a far parte dell'arredamento di moltissime prestigiose case e delle collezioni permanenti dei maggiori musei di design del mondo.

Realizzata in alluminio verniciato di colore bianco o nero, Atollo è disponibile anche nella brillante versione gold e nero/gold.


È fondamentalmente caratterizzata da due elementi:
© la composizione di figure geometriche semplici in una perfetta ed equilibrata proporzione dell'insieme: il cono chiude il cilindro della base e sopra a tutto è posta la semisfera del diffusore.  Particolare è l’esile attacco tra la base e la calotta, che appare quasi sospesa. Il risultato evoca la memoria della classica abat-jour, trasformandola in una piccola scultura astratta;
© Il gioco della luce che, nascosta sotto la calotta, lascia questa in ombra all'esterno, mentre illumina violentemente sia il suo interno sia l'elemento superiore conico della base, di cui sfiora il cilindro verticale. La luce è diretta ed indiretta, con diversa intensità di riflessione sull'ambiente.
Le molte lampade che Magistretti ha disegnato sono una combinazione di geometrie essenziali ed effetti luminosi. I particolari, i giunti, gli attacchi, sono sempre nascosti o sottaciuti; prevale l'equilibrata composizione dell'insieme, in oggetti domestici di elegante semplicità formale.

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Ciao, a presto,
Marta


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