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lunedì 27 febbraio 2012

Loft a Barcellona Urban-Look

La pianta rettangolare di 67 m² di questo loft ha obbligato Jaume Rifé e Ugo Giannoti dello studio Crea, che si sono occupati del restauro e dell’arredamento, ad aguzzare l’ingegno nella distribuzione, per guadagnare il più possibile ampiezza. Grazie alla notevole altezza di 3,60 del loft è stato possibile creare un’originale struttura su misura che risolve in poco spazio molte esigenze: sopra si appoggia la zona letto, funge da separatore degli altri ambienti, da guardaroba e da setto per celare la zona bagno. 

Lo stile è quello tipico dei loft, sembra di essere in un quartiere newyorkese e non nel pieno centro del quartiere Gracia di  Barcellona: putrelle in ferro, travi in legno e tubature a vista, soffitti di notevole altezza, rivestimenti esenti da artifici e ambienti in successione  senza alcuna separazione.

L’arredo segue naturalmente lo stile della casa: legno e bianco, e gli altri  complementi, quali le lampade,  enfatizzano il carattere industriale. L’uso in tutto appartamento dello stesso pavimento in legno di rovere crea continuità. Dal lato opposto della doppia porta d’ingresso, utile per filtrare i rumori della strada (il loft si trova infatti al piano terra), c’è l’altra ampia porta finestra (l'altra unica fonte di luce naturale), che da su uno scoperto convertito in una piccola oasi cittadina. 

 
 

La zona giorno occupa uno spazio privilegiato accanto alla grande portafinestra. Gli imbottiti si distribuiscono in uno schema circolare con il sofá di Ikea con chaise longue, l’accogliente angolo lettura (poltrona di Ikea, plaid di Filocolore) e un pouf quadrato. Il tavolino è una creazione del padrone di casa ottenuto da un pallet industriale di legno levigato e trattato a cui ha aggiunto le rotelle.

Anche l’angolo pranzo privilegia arredi Ikea, separati dalla celeberrima libreria Expedit. Il bianco, interrotto solo dagli elettrodomestici in acciaio, domina nella cucina a L appoggiata alla parete di mattoni lasciati a vista, come negli infissi delle ampie porte finestra, nelle tende alla veneziana, nelle sedie e nei mobili più voluminosi.

 
 
 
 
 

All’entrata c’è posto per gli armadi e per la bicicletta.

 

La porta in vetro del bagno lascia filtrare la luce naturale, ampi mobili contenitori in legno su misura risolvono esigenze contenitive,  l’intensità del colore antracite del pavimento è addolcito dai lavandini candidi e dalle pareti piastrellate o lasciate a nudo.

 

Legno e bianco anche in camera da letto, rallegrate da vivaci tessuti.

 
Credit


ciao, a presto
Marta



martedì 17 gennaio 2012

Regole in cucina - Kitchen Rules #1

Da sempre la cucina è dove si raccoglie, si conserva, si prepara e si cuoce il cibo, e dove spesso ci si riunisce per mangiare.


Da un punto di vista progettuale, la cucina è diventata col tempo il cuore nevralgico della casa, il luogo di punta, di calore e aggregazione del proprio focolare.
Sin dagli anni '50, i progetti delle cucine ruotano attorno alla nozione di "Triangolo di lavoro" (concetto che avevo sfiorato nel post precedente), laddove i tre angoli corrispondono alle tre zone dove si svolgono le attività principali di una cucina: lavello (o zona umida), frigorifero (o zona fredda) e blocco cottura (o zona calda). Il triangolo di lavoro stabilisce le distanza ottimali tra questi punti, in modo da garantire massima efficienza e comfort. Una delle regole fondamentali è che la distanza complessiva tra lavello, frigorifero e piano cottura non deve superare i 6 metri.
L'applicazione del triangolo di lavoro genera numerose possibilità per la disposizione della cucina. Le più frequenti sono:

1. DISPOSIZIONE IN LINEA: gli elettrodomestici e i mobili sono allineati lungo una parete. Si tratta di una soluzione compatta ed efficiente per le cucine strette; per avere l'indispensabile occorrono almeno 3 m di lunghezza; se però la cucina è troppo estesa, sarà scomodo lavorarci, per cui, se possibile, sarà preferibile scegliere un'altra soluzione.























2. DISPOSIZIONE A "L": è una soluzione diffusa, ideale per condividere lo spazio senza congestionarlo e i mobili angolari offrono tanto pratico spazio contenitivo. Un braccio della L può fungere da elemento divisorio in una zona di pianta aperta e si può facilmente integrare con la zona pranzo.

 















3. DISPOSIZIONE A "U": è sviluppata su tre pareti; frigorifero, piano cottura e lavello sono disponibili all’insegna della massima efficienza, spesso c'è un grande piano di lavoro e lo spazio contenitivo è notevole. I bracci della U dovrebbero, però, essere distanti almeno 2 metri.







4. DISPOSIZIONI SU PARETI CONTRAPPOSTE, è consigliabile per spazi stretti o limitati, Grazie all’uso razionale degli spazi, tale disposizione permette di ridurre al minimo i movimenti superflui. E' importante che la distanza minima fra le file contrapposte sia di almeno 120 cm, per rendere agevole l'accesso e l'apertura di ante e cassetti senza esserne intralciati.  Questa disposizione è veramente effciente se il "cuoco" è uno solo... con più persone i passaggi risultano meno agevoli.


  






5. DISPOSIZIONE A ISOLA: dove l'isola, oltre che ricoprire funzioni contenitive, di zona di lavoro e anche alle volte pranzo, può essere sfruttata per il lavaggio e/o la cottura. E' davvero il sogno di moltissimi (me compresa J), una disposizione di grande tendenza e funzionalità, necessita però che la cucina abbia dimensioni importanti affinché i passaggi siano fluidi. 


Voi in casa quale tipo di cucina avete? Cosa vi piacerebbe cambiare in termini di spazio, funzionalità, colore?

ciao, a presto!
Marta



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