lunedì 3 dicembre 2012

Esperimento nr 4 Parte2: Scrittoio 1900

Ciao a tutti!
Eccomi qui tornata per descrivere in dettaglio le sequenze del restauro del mobile di cui ho parlato nel precedente post (qui).
 
Dopo averlo smontato in piccole parti, più gestibili da una mezza calzetta come me J, con una pezza appena umida ho pulito il mobile per capire com'era messa la vernice sottostante lo sporco radicato da decenni.


La vernice, a mio parere era irrecuperabile, così, dopo aver asciugato con panno-carta l'eccesso di umidità, l'ho spennellato abbondantemente di sverniciatore all'acqua, ho atteso qualche minuto, poi, con spatola, lana d'acciaio e tanto, ma tanto "olio di gomito", ho tolto ogni residuo di vecchia vernice, lasciando il legno a nudo. E' stato un lavoro faticosissimo! Le cervicali non mi hanno dato tregua nei giorni successivi...
 



La fase successiva, che mi premeva molto, è stata sanare il legno: era infatti infestato da migliaia di buchi, quindi chissà quanti tarli doveva avere ancora al suo interno! Prima di tutto ho steso un telo di plastica da pittore sul pavimento del garage, eppoi con il pennello ho passato strati e strati di antitarlo all'acqua, aspettando, tra l'uno e l'altro una decina di minuti, girando sempre il mobile affinchè penetrasse al meglio il liquido all'interno dei fori: alla seconda passata ho visto uscire diverse bestiole e un verme grandissimo, cha schifo! J
 
Successivamente, ho imballato bene tutti i pezzi, in modo da lasciare senza aria le tarme che probabilmente dovevano ancora uscire... e così l'ho lasciato 3 settimane...


Ho ripetuto il trattamento una seconda volta e nuovamente l'ho lasciato insacchettato per altre 2 settimane.

Nel frattempo mi sono dedicata alle viti e ai pezzi di metallo non attaccati al mobile: erano tutti arrugginiti. Con tanta pazienza e fatica, con il convertitore di ruggine, prima, e con il Sidol, dopo, sono tornati a splendere... Mio padre, poi, con la sua solita maestria, ha creato da un pezzo di ferro, il quarto cardine delle antine, che si era smarrito.


La fase successiva è stata più divertente e creativa: prima il consolidamento del legno, ovvero, l'uso di colle e stucchi in fibra di legno per dare coesione a parti di legno sfogliate a causa del tempo e dei tarli; in seguito, ho provveduto alla ricostruzione di alcune parti. Le zampe, ad esempio, erano andate in pezzi, non penso avrebbero retto il peso dello scrittorio ancora per molto tempo.
 
In pratica ho fatto penetrare il Vinavil dove il legno si stava sfilacciando o dove c'erano delle crepe; si usa questa colla perchè, quando si secca, rimane elastica e permette al legno, che rimane comunque un qualcosa di "vivo", di flettersi e muoversi. 
 

 
Con lo stucco di legno ho ricostruito alcune modanature e le zampe. Di questa fase, purtroppo non ho nessuna fase da mostrare, mi spiace perchè, malgrado avessi il terrore di sbagliare e combinare un pasticcio tremendo, il tutto è venuto meglio del previsto e le zampe hanno acquisito forza e compattezza...

Con l'aiuto di mio papà abbiamo tolto la parte metallica dell'incavo della serratura dello scrittoio. Infatti era arrugginito, ondulato e i chiodi, che lo fermavano, stavano uscendo dalla sede. Lo abbiamo battuto con attenzione fino a renderlo liscio, limato per togliere la parte affilata e peicolosa e, quindi, riposizionato.
Con lo stucco ho riempito le parti di legno che erano saltate via e una volta asciutto lo stucco, con anilina tinta noce l'ho colorato per farlo assomigliare a quello del mobile. Anche il bordo, poi, è stato sfumato in modo da affievolire il contrasto.
 
 
Ho pulito a più riprese tutte le parti che "pensavo" fossero in metallo. "Pensavo" perchè erano completamente annerite e arrugginite. Tanto Sidol, lana di acciaio e costanza hanno portato ad una scoperta: splendidi decori Liberty sono affiorati!
La notte successiva alla scoperta ero esausta e con la mano piena di spasmi muscolari, ma ero entusiasta! J

 
Per il momento mi fermo qui... Vi lascio con un pochino di suspence: la prossima volta pubblicherò le foto delle fasi finali del restauro.

Ciao, a presto,
Marta

 

14 commenti:

  1. Mamma mia! Che lavoro pazzesco... Sicuramente il risultato sarà ottimo, ma non ha prezzo la fatica che hai fatto!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Annalisa!! Un gran lavoro di sicuro :-))
      un bacione

      Elimina
  2. che lavorone! bravissima!!!!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. :-) grazie Simona! un abbraccione

      Elimina
  3. Brava! Non vedo l'ora di vedere il risultato finale! Un bacio!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. A presto, allora ♥ grazie Marilu!

      Elimina
  4. Aiuto Marta sono a bocca aperta.. che lavorata! Bhè adesso sono curiosissima del finale!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. eheheh Laura, spero di non deludere le aspettative! baciottone

      Elimina
  5. Stai facendo un ottimo lavoro! E che meravigliose scoperte!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ne sono felice Piera, grazie cara, ti abbraccio

      Elimina
  6. Ciao Marta! Finalmente ho due minuti e ti lascio un commento anche sul blog! Un verme enormissimo? O___o che donnina coraggiosa che sei! E hai fatto fino ad ora un lavoro certosino! Troppo brava a recuperare il mobile! Sono curiosa di vedere come è finito il lavoro! :) Buona giornata!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Eh, Francesca, devo dire che quando ho visto quel verme uscire dal mobile volevo scappare a gambe levate... ma poi mi son fatta coraggio!! ^__^ Allora ti aspetto presto per la puntata finale sul restauro! un bacione e grazie!

      Elimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...